Alla scoperta della Roma barocca

Alla scoperta della Roma barocca

Un turista, quando arriva a Roma per la prima volta, vuole farsi portare ai fori imperiali, a vedere il Colosseo o all’Ara Pacis.
Ma tu lo sapevi che questa città ha anche un’anima barocca?

Tra il XVI e il XVII secolo, a Roma, sono passati degli straordinari maestri di architettura e scultura che hanno segnato la città in maniera profonda, donandole una nuova verve e ridisegnando l’urbanistica del luogo.

Autore: fabriziosinopoli

Itinerario per vedere la Roma barocca


Partenza: Piazza Navona

Lo start di questo tour alla scoperta della Roma barocca è Piazza Navona. Qui vi era l’antico “Stadio di Domiziano”, utilizzato per gare ginniche, con una capienza di circa 30.000 spettatori. Assieme vi era un Odeon, destinato alla musica. L’estrema bellezza della piazza è data dalle tre fontane che la decorano: la Fontana del Moro, nominata in questo modo per la statua dell’Etiope che lotta con un delfino; la Fontana dei Quattro Fiumi, opera del Bernini che rappresenta il Danubio, il Gange, il Nilo e il Rio della Plata; la Fontana de’ Calderari, conosciuta anche come la Fontana del Nettuno.

Questo luogo è il simbolo più evidente della Roma barocca e fu voluto dalla famiglia Pamphili, nello specifico papa Innocenzo X.

Autore: Teseum

Chiesa di Sant’Agnese in Agone

Una volta osservata tutta Piazza Navona puoi passare alla prima opera architettonica di questo tour: la Chiesa di Sant’Agnese in Agone. Al centro del lato occidentale di Piazza Navona, la chiesa, sempre commissionata dallo stesso Innocenzo X, vede le firme di Carlo Rainaldi e Francesco Borromini.

La facciata esterna, leggermente arretrata al centro e con le facciate laterali curve in tipico stile barocco è inquadrata da due campanili. La pianta interna è a croce greca.

Secondo la tradizione cattolica è dedicata a Sant’Agnese, bimba martirizzata a dodici anni durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano proprio nel punto in cui si trova l’edificio.

Autore: MatthiasKabel

Basilica di Sant’Andrea della Valle

Uscito dalla chiesa di Sant’Agnese, lascia Piazza Navona e arriva alla Piazza di San Pantaleo. Qui prendi Corso Vittorio Emanuele II fino al Largo dei Chiavari.

Edificata tra il 1590 e il 1650 da Giacomo della Porta, Francesco Grimaldi e Carlo Maderno, la facciata è caratterizzata da marcati chiaroscuri, dovuti all’abbondante presenza di colonne e cornicioni. All’interno ci si trova con una pianta a croce latina e un ornamento tipico del Seicento che la rende – forse – la miglior vetrina della Roma barocca.

Una particolarità è la cupola progettata da Maderno, che risulta essere la terza più alta di Roma, dopo San Pietro e quella dei Santi Pietro e Paolo all’EUR.

Autore: Luca Aless

Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza

Attraversa Corso Vittorio Emanuele II per giungere in Corso del Rinascimento. Dopo circa 200 metri, sulla destra, ti troverai davanti a un capolavoro di Francesco Borromini.

Sant’Ivo alla Sapienza, realizzata tra il 1642 e il 1660, è dedicata a Ivo Hélory. Lo splendido cortile fa da vetrina alla facciata concava della chiesa. Ma la vera particolarità dell’edificio è la cupola a spirale e la lanterna esterna (sulla quale, dal 1640, nei primi 32 anni caddero ben 4 fulmini).

Ora vi è la sede dell’Archivio di Stato di Roma.

Autore: Architas

Chiesa di San Luigi dei Francesi

Finita la visita a Sant’Ivo, proseguendo sempre su Corso del Rinascimento per un centinaio di metri, dopo Palazzo Madama, sulla destra, si apre Via del Salvatore. Qui già si vede San Luigi dei Francesi, che si affaccia sull’omonima piazza. A partire dal 1589 questa è la chiesa nazionale dei francesi a Roma.

All’esterno si trovano tantissimi richiami alla Francia: Carlo Magno, San Luigi, Santa Clotilde, Santa Giovanna di Valois. Ma pure dentro ci sono ricordi nazionali francesi: gli affreschi con le Apoteosi di San Luigi e San Dionigi ed il racconto della vita di Clodoveo.

Inoltre, nella cappella Contarelli (la quinta della navata di sinistra) ci sono tre opere del maestro Caravaggio: il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo e Vocazione di san Matteo.

Autore: trolvag

Chiesa di Santa Maria della Pace

Per visitare Santa Maria della Pace da San Luigi dei Francesi ti bastano altri 5 minuti di camminata. Torna su Corso del Rinascimento e circumnaviga Piazza Navona (altrimenti puoi ri-passarci nuovamente) fino a Piazza di Tor Sanguigna. Qui prendi Via dei Coronari e alla terza a sinistra scendi in Arco della Pace.

Si iniziò a costruire la chiesa all’incirca nell’anno 1482, per esser completata solo nel XVII secolo, con l’attuale facciata con pronao semicircolare. Oggi piazza e chiesa sembrano formare un teatro barocco, con la chiesa che costituisce un palcoscenico.

Nella parte interna spiccano, su tutte, le opere di Raffaello e Maderno. Notevole il chiostro realizzato da Bramante su commissione del cardinale Oliviero Carafa.

Autore: trolvag

Basilica di San Giovanni dei Fiorentini

Tornando su via dei Coronari in direzione Tevere, a una decina di minuti a piedi c’è la prossima tappa di questo tour: la Basilica d iSan Giovanni dei Fiorentini. Infatti, giunto al termine della suddetta via, attraversa Vicolo del Curato fino a che non giri a sinistra per via del Banco di Santo Spirito, poi a destra, in via dell’Arco della Fontanella, fino a ritornare su Corso Vittorio Emanuele II. Oltrepassato il Corso, è la volta di camminare in Via Acciaioli e, poco prima del Lungotevere, sulla sinistra, noterai San Giovanni dei Fiorentini.

Questa è una sorta di chiesa per la “nazione” fiorentina nell’Urbe. Colui che la commissionò fu Leone X, che dapprima decise di affidarla ad Antonio da Sangallo il Giovane, poi il Peruzzi, fu poi la volta di Michelangelo e Raffaello e, infine, Jacopo Sansovino, che gettò la prima pietra nel 1519. Ci lavorarono anche Sangallo il Giovane e Giacomo della Porta.

L’abside della basilica rappresenta un vero e proprio museo della scultura barocca con le influenze di Bernini e Algardi, mentre la cupola è di Carlo Maderno.

Nella chiesa furono sepolti alcuni esponenti delle belle arti, tra cui Maderno (si nota dalla lastra che vi è sotto la cupola) e Borromini (3° pilastro sinistro), mentre nel 2013 vi fu la celebrazione del funerale di Giulio Andreotti.

Inoltre, in questa struttura è conservato l’Archivio Storico dell’Arciconfraternita dei Fiorentini, che annovera scritti, documenti, progetti e spartiti dal Quattrocento a oggi, fra i quali anche il verbale di cacciata di Leonardo da Vinci dal sodalizio per il mancato pagamento della tassa d’ingresso.

Autore: Luca Aless

Ponte Sant’Angelo

Lasciandoti alle spalle la precedente chiesa, passa tutto il Lungotevere dei Fiorentini, poi fai lo stesso con il Lungotevere degli Altoviti, per arrivare a Piazza di Ponte Sant’Angelo, la quale prende il nome dall’omonimo ponte che la collega a Castel Sant’Angelo.

Sul progetto dell’antico ponte Elio voluto da Adriano, grazie al Bernini, ora si ha una delle più scenografiche testimonianze dell’arte barocca nazionale. Ciò che caratterizza questo ponte è la serie di angeli, voluta da papa Clemente IX, mentre le statue di Pietro e Paolo – poste a inizio del ponte, sulla sponda opposta a Castel San Pietro – sono fattura di Lorenzetto e Paolo Romano.

Autore: Teseum

Colonnato di San Pietro

Da qui, arrivare al Colonnato di San Pietro, la penultima delle tappe di questo tour, è una cosa semplicissima. La strada è tutta dritta e prevede l’attraversamento del Lungotevere Castello e di Via della Conciliazione, per circa 10 minuti.

Ancora una volta l’opera è del Bernini, che fu chiamato da Papa Alessandro VII. L’architetto, in questo caso, si scontrò con diversi problemi nella costruzione: la facciata della basilica, garantire la visibilità alla cupola di Michelangelo, poter accogliere numerosi fedeli, garantire un’ottima acustica e visibilità. Dunque Bernini pensò a una base ovale assieme a un trapezio frontale, per dare illusione prospettica di profondità.

Il simbolismo che sta alla base dell’opera è evidente: due enormi braccia (la Chiesa) che accolgono calorosamente (e senza perderli) tutti i fedeli presenti.

In totale si possono contare 4 colonnati formati da 284 colonne e 88 pilastri che sorreggono un architrave, aventi 96 statue in marmo.

Autore: Sylabo

Arrivo: Basilica di San Pietro

Per finire questo spettacolare giro della Roma barocca c’è spazio per quella che è la basilica maggiormente nota al mondo: San Pietro. È assai difficile trattare all’interno di un articolo del genere questa architettura immensa, per cui ci limiteremo a darti degli interessanti punti di vista del periodo barocco.

All’interno della basilica si possono scorgere due capolavori d’arte barocca realizzati dal maestro Bernini: la Cattedra di San Pietro e il Baldacchino dell’Altare Papale.

Il primo si trova nell’abside e fu realizzato negli anni 1956-1965. Stiamo parlando di un tronco di legno che conserva un manufatto del IX secolo, donato nell’875 dal re dei Franchi Carlo il Calvo a papa Giovanni VIII in occasione della sua discesa a Roma per la propria incoronazione a imperatore. La cattedra è sorretta da 4 statue in bronzo che raffigurano dottori della chiesa.

Vi è poi il Baldacchino dell’Altare Papale, sempre del Bernini (1624-1633). L’opera nasce dalla fusione di antichi bronzi del Pantheon e vi sono colonne tortili di 11 metri che vengono congiunte da una trabeazione con quattro dadi di matrice brunelleschiana.

Autore: Steven Zucker, Smarthistory co-founder

Come prenotare un tour per la Roma barocca

Speriamo di averti invogliato a scoprire la parte barocca di Roma, cosi da visitare questa magnifica città da un differente punto di vista.

Per prenotare un tour o un alloggio in questa città, puoi trovare le migliori offerte su
Prenotaitaliano, il portale verticale sul turismo 100% made in Italy.

All’interno del sito potrai entrare in contatto con le migliori esperienze di viaggio e decidere quale sia la migliore per te e la tua famiglia: ti basta inserire la località desiderata e potrai visionare strutture che offrono servizi di vario genere.

Quelle che preferisci potrai addirittura salvarle nella tua personale wishlist.

Riccardo

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